È possibile una nuova idea di turismo?

13 Maggio 2020

È la stagione delle scampagnate, delle gite fuori porta e dei primi assaggi di libertà. L’accenno di estate di queste settimane come ogni anno ci porta a fantasticare su quello che sarà quando effettivamente saremo in vacanza. Uffici e scuole chiuse, bagagli leggeri e ombrelloni in spalla verso i luoghi più suggestivi vicini o lontani da casa, alla ricerca delle tipicità della nostra regione o di quelle del paese straniero che avremmo sempre voluto visitare e che finalmente dopo anni ci attende. 

Questi sono i desideri. Quello che vorremmo e quello che ci saremmo aspettati di fare solo pochi mesi fa. Ma l’emergenza sanitaria causata dal Covid 19 ha ridefinito non solo i nostri piani, ma soprattutto i programmi di chi con il turismo ci lavora.

Nicola, Marco, Michele e Letizia ne parlano in collegamento dalle loro città. Da Cagliari, Verona e Brescia spiegano quanto l’idea di viaggio sia cambiata e come il settore delle startup turistiche, delle aziende agroalimentari e di tutti i servizi che offrono svago e divertimento in giro per il mondo abbiano dovuto modificarsi, per adattarsi rapidamente alle circostanze, a un nuovo modo di pensare agli spostamenti e alle interazioni collettive. 

Nel frattempo da casa, durante la quarantena, sono nate nuove idee, spunti e suggestioni per ripartire. Fermarsi non è stato possibile. E in attesa di un altro inizio, sono state abbozzate esperienze alternative, per un turismo nuovo, fatto su misura, cucito addosso al cliente, esclusivo, magari dietro l’angolo, a pochi passi da casa. Ripartono da qui Nicola, Marco, Michele e Letizia.