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18 Apr, 2019
I frutti del CLab abbelliscono il territorio
Categorie: Network

Lezioni, incontri, seminari, lavori di gruppo, elevator pitch scandiscono i mesi di attività al Contamination Lab, all’interno di luoghi sicuri, controllati, monitorati dall’attività dei coach, dei mentor. Qui si propone un’idea, si abbraccia un progetto, a volte si abbandona il primo delineato e solo dopo vari tentativi si elegge quello giusto, il più originale e competitivo, scalabile nel mondo del lavoro. All’interno del network, il CLab dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è un laboratorio di esperimenti, in cui alle sconfitte si alternano i primi successi. Una vera palestra che prepara alla gara più importante da sostenere alla fine del percorso: il salto nel mondo imprenditoriale.

Gli aspiranti startupper familiarizzano con le prime competizioni. La StarCup Calabria è una delle occasioni più importanti, a sostegno delle idee imprenditoriali degli studenti provenienti dal CLab. Le idee coltivate durante il percorso spaziano dalla progettazione di app per smartphone, all’agricoltura 4.0, fino alla blockchain e alla sensoristica. E fra questi è la startup SmartOsso ad aver vinto  la competizione nel 2018, grazie alla messa a punto di uno strumento per l’health care degli amici a quattro zampe, i cani domestici.

Spicca inoltre la partecipazione al bando di Invitalia “Resto al Sud”, a cui è legato uno dei principali valori del CLab: il trasferimento tecnologico all’interno del tessuto territoriale locale per evidenziare particolarità e unicità caratteristiche, per porre rimedio a criticità sociali importanti. Come è accaduto ad Arghillà, uno dei quartieri più svantaggiati di Reggio Calabria, dove prevalgono realtà come la scarsa scolarizzazione (soprattutto fra i più giovani) e un bassissimo tasso di occupazione lavorativa. Qui le competenze del CLab sono state spese per apportare un beneficio sociale, grazie all’organizzazione di corsi di formazione rivolti alle fasce più svantaggiate, economicamente e socialmente.

Guardarsi attorno e leggere le esigenze implicite della società circostante è dunque una delle missioni sostenute dal CLab. Così la cultura del fare si caratterizza non solo per l’originalità e l’innovatività dell’idea sviluppata. Per dare spessore al progetto d’impresa deve essere presente un sostrato di valori che muovono i giovani imprenditori ad apportare benefici sul territorio, in senso lato, in termini economici e sociali. Così da offrire soluzioni concrete spendibili dall’intera comunità.

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